AGREEMENT
NAZIONI UNITE-UNEP, CENTRO STUDI GALILEO
E ASSOCIAZIONE DEI TECNICI DEL FREDDO

PER UN MAGGIOR IMPEGNO NEI CORSI A LIVELLO INTERNAZIONALE

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Rajendra Shende, ONU-UNEP, a sinistra, con Marco Buoni, ATF-CSG

 

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QUALE GARANZIA DEVE AVERE LA PROFESSIONE DEL TECNICO FRIGORISTA

L’ATF, in stretta collaborazione con l’AREA di Bruxelles, e quindi pure in stretta collaborazione con l’Unione Europea, ormai da diverso tempo si impegna affinché venga data una garanzia di professionalita' ai tecnici frigoristi europei ed italiani. E per raggiungere tale scopo non solo ha intensificato gli incontri periodici con convegni, seminari internazionali o riunioni specifiche a livello didattico con i piu' autorevoli dirigenti delle maggiori industrie del settore, ma pure interloquisce direttamente con le autorita' italiane ed europee, e pure ha concretizzato rapporti di collaborazione con le Nazioni Unite, divisione ambiente-UNEP, vedi foto ….

La garanzia di maggior professionalita', infatti, deve essere salvaguardata proprio con gli aggiornamenti specifici che il tecnico deve acquisire sulle ultime normative e dagli input tecnologici, in stretto contatto con i problemi ambientali, portati avanti appunto dall’Associazione dei Tecnici italiani del Freddo e dal Centro Studi Galileo, in stretta collaborazione con le autorita' europee (a questo scopo l’ATF ha preso pure i dovuti contatti con tutti i parlamentari europei che in Italia seguono tali problemi ambientali) e, inoltre, come anzidetto, con le Nazioni Unite, ed in particolare con l’UNEP, del cui rappresentante, R. Shende, in questo numero riportiamo un’intervista sull’importanza che la didattica nei corsi sia integrata con l’approfondimento di tutti questi importanti concetti di impatto ambientale, voluti dagli organismi internazionali, quali nuovi fluidi, CO2, …. e tutte le tecnologie solari o di energie alternative che ci risolvono le problematiche ambientali e di risparmio energetico: tutti contenuti questi che sono sviluppati nei corsi che l’ATF ora propone (e che il Centro Studi Galileo ed Industria & Formazione, da piu' di 30 anni, portano avanti).

La garanzia, in conclusione, che piu' conta, in questa attuale cornice di esigenza europea di etichettatura/qualificazione professionale (cornice che si presenta a livello sia europeo sia mondiale con contorni ancora non ben definiti) e', in particolar modo, sottolineata dal prestigio dell’attestato che, a sua volta, dipende dal prestigio dell’Ente e/o dall’organismo professionale che appunto lo rilascia.

In piu' di 30 anni di rilascio di attestati (con una media attuale di piu' di 1500 corsisti all’anno, in 3 generazioni che si sono succedute in centinaia di corsi annuali a differenti livelli) quasi tutte le maggiori industrie od Enti italiani hanno avuto un input notevole di formazione nei settori del freddo e del condizionamento.

Alcune delle piu' importanti industrie hanno ricevuto tali attestati, molte volte in corsi specialistici ad hoc, ed altre in corsi standard, organizzati presso le piu' importanti Universita' italiane o presso le numerose sedi dei corsi (vedi elenco corsi www.centrogalileo.it );

IMPORTANTE AGREEMENT
CENTRO STUDI GALILEO - ONU

SULLA FORMAZIONE NEL FREDDO E NEL CONDIZIONAMENTO COME NECESSARIA GARANZIA DI PROFESSIONALITA' IN QUESTO SETTORE

VEDI ANCHE COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONI AMERICANE


Working together with the major experts towards
the future of refrigeration:

agreement Centro Studi Galileo - UNEP for training, conference and special issue.
On the left Marco Buoni, Secretary Italian Association of Refrigeration Technicians and Rajendra Shende,
Head of OzonAction, UNEP

Importante agreement sui corsi di formazione viene portato avanti per iniziativa delle Nazioni Unite con il Centro Studi Galileo per intraprendere una nuova didattica di formazione sulla stessa linea dei corsi, con relativi attestati "CSG", che da piu' di 30 anni il Centro organizza in collaborazione e/o presso le principali Universita' italiane e nelle numerose sedi delle varie Regioni e presso e per le piu' importanti industrie del settore. Attivita' di formazione che pure, piu' in generale, il Centro Studi Galileo porta avanti presso e/o per qualunque azienda o ente, dalle piu' piccole fino alle maggiori quali Ministeri, Enti parastatali o internazionali e industrie multinazionali, in quanto ormai il freddo ed il condizionamento sono necessari a qualunque attivita' umana.

Questo agreement prevede l'organizzazione, sempre piu' estesa, di corsi, in particolar modo all'estero e nei paesi in via di sviluppo, e prende le mosse da quanto ora l'Associazione dei Tecnici italiani del Freddo porta pure avanti, patrocinando corsi sempre piu' consoni alle problematiche ambientali e rispettose delle emissioni nocive dei refrigeranti che producono l'effetto serra.

A questo riguardo e' necessario sottolineare quali sono i contenuti e le fasi organizzative piu' importanti ed attuali che, ormai, hanno conferito tale importanza agli attestati "CSG":

  1. Collaborazione completa portata avanti da piu' di 30 anni con le piu' importanti industrie italiane ed estere su argomenti vitali per il rispetto dell'ambiente quali: l'ottimizzazione di componenti, refrigeranti e sistemi frigoriferi e di condizionamento in generale.
  2. Le decine di migliaia di allievi tecnici (ormai distribuiti in 3 generazioni ed elencati, quelli dell'ultimo decennio, per ragioni di privacy, solo con i loro nominativi, su www.centrogalileo.it) che, con una media di 2500 all'anno, hanno partecipato ai corsi e/o hanno visionato le videolezioni dei corsi stessi, sono stati periodicamente aggiornati, sopra un humus particolarmente ricco di concetti tecnico-ambientali, sull'importante rapporto funzionamento impianti e rispetto dell'ozono ed effetto serra.
  3. Migliaia di aziende, dalle piccolissime fino alle piu' prestigiose industrie ed enti internazionali, hanno in 30 anni ricevuto gli attestati "CSG", frequentando corsi ad hoc di approfondimento tecnico sulla loro produzione o manutenzione di impianti e/o sistemi, verificando, in particolar modo, pure il rapporto ambientale inerente la loro attivita'.

 

L'agreement portato avanti da R. Shende direttore della sezione Ozone Action dell'United Nations Environmental Programme e dai Suoi collaboratori dell'UNEP a Parigi (vedi foto con il direttore tecnico del Centro Studi Galileo e segretario dell'ATF, Marco Buoni) prevede una collaborazione, rivolta proprio ad intensificare la formazione, approfondendo, a livello tecnico impiantistico e progettuale, questi concetti ambientali che saranno sempre di piu' la base della vita industriale in una societa' futura.

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Incontro nella sede parigina delle Nazioni Unite
Dipartimento dell'Ambiente per i dettagli della collaborazione
tra ONU, CSG e ATF, con alti funzionari dell'UNEP:
da sinistra Rajendra Shende, Yerzhan Aisabayev, Marco Buoni, Suresh Ray

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 INTERVISTA
AL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO OZONO E EFFETTO SERRA DELLE NAZIONI UNITE-UNEP

SULL'ATTIVITA' DELL'UNEP (UNITED NATIONS ENVIRONMENTAL PROGRAMME) E SULL'AGREEMENT PORTATO AVANTI DALLE NAZIONI UNITE FRA L'UNEP E IL CENTRO STUDI GALILEO E L'ATF.

AGREEMENT CON L'ATF: IMPORTANTE COLLEGAMENTO DI ORIENTAMENTO PROFESSIONALE CON LE NAZIONI UNITE. L'ATF NELL'ATTUALE CONTESTO EUROPEO (E OVVIAMENTE ANCHE ITALIANO) DI ELEVATA ESIGENZA PROFESSIONALE.

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Rajendra Shende nei suoi headquarters
dove si e' svolto l'incontro nel Palazzo delle Nazioni Unite a Parigi

VI E’ LA NECESSITA’ DI SVILUPPARE E DI ADOTTARE NUOVE TECNOLOGIE CHE NON DANNEGGINO L’AMBIENTE NEL SETTORE DELLA REFRIGERAZIONE E DEL CONDIZIONAMENTO DELL’ARIA. CHE COSA STA FACENDO L’UNEP PER AIUTARE IL MONDO A RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO?

Prima di tutto vorrei sottolineare il fatto che non dobbiamo sviluppare nuove tecnologie in tutti i casi. In molti casi, infatti, esistono gia' tecnologie non dannose per l’ambiente e dobbiamo solo sviluppare alcune ricerche aggiuntive al fine di adottarle. L’utilizzo degli idrocarburi (HC) e dell’ammoniaca, per esempio, e' noto gia' da molti anni. Dobbiamo sviluppare le metodologie e gli approcci al fine di superare i problemi dati dalla loro infiammabilita' e dalle loro proprieta' esplosive. Anche il condizionamento evaporativo (raffreddatori d’acqua evaporativi), condizionamento ad assorbimento e condizionamento a cogenerazione (utilizzo di calore di scarico proveniente dalla produzione energetica sul luogo) vengono utilizzati da decenni, ma necessitano di essere migliorati, affinché si adattino alle nuove situazioni. Sono stati sviluppati numerosi processi in cui e' disponibile il calore di scarico e, dunque, la refrigerazione ad assorbimento deve essere orientata a questa nuova situazione.

Ma, necessitiamo anche di nuovi sviluppi. L’utilizzo del CO2 come refrigerante, dell’assorbimento, per esempio
un sistema di raffreddamento "dessicant", i sistemi a ciclo Sterling e la refrigerazione magnetica sono alcune delle aree che devono essere sviluppate ulteriormente.

I vantaggi offerti da questa transizione, a parte il fatto che non danneggino né l’ozono né l’ambiente, sono il loro rendimento energetico (e dunque minori emissioni di CO2 nel periodo di vita dell’impianto) e un funzionamento piu' sicuro. Per esempio, uno studio canadese sull’ambiente del 1999 ha riscontrato che, se paragonate alle unita' a HFC, quelle a HC possono far risparmiare da 5000 a 7000 Kg. di CO2 equivalente nel periodo di vita dell’impianto. Inoltre, l’utilizzo dei chiller a propano nel condizionamento dell’aria e' del 5-7% piu' efficiente rispetto a quello dei chiller convenzionali. (Ku-cho e Chubu electric Power, 1999, Giappone).

Lasciatemi spiegare dettagliatamente il ruolo dell’UNEP nello sviluppo e nelle conoscenze relative alle nuove tecnologie nel mondo. Schematizzerei nel seguente modo:

  1. Sviluppo della conoscenza di queste nuove tecnologie in relazione al loro impatto ambientale ed economico. Questo obiettivo viene raggiunto attraverso l’informazione, la diffusione e il sostegno tecnologico e pratico. L’UNEP attraverso il suo legame con l’industria, con le associazioni come l’ARI e l’IIR e il Technical Options Commitee of Technology and Economic Assessment Panels (TEAP) sotto il protocollo di Montreal ha redatto pubblicazioni sulle scelte nel campo della tecnologia .
  2. Sostegno alla politica di sviluppo nei maggiori settori interessati (condizionamento negli edifici, nei mezzi di trasporto e nell’industria). L’UNEP attraverso il suo Programma di Assistenza sta aiutando i paesi ad adottare politiche che incentivino l’adozione di nuove tecnologie che non danneggino l’ambiente nei settori della refrigerazione e del condizionamento dell’aria. Incoraggia anche l’adozione delle tecnologie, il miglioramento dell’efficienza energetica e del concetto di Rendimento climatico del ciclo di vita (LCCP) al fine di scegliere le tecnologie piu' appropriate. Ogni anno, paesi come l’India e la Cina premiano le ditte che hanno raggiunto risultati concreti in questa area.
  3. Sviluppare a livello internazionale l’interesse per l’utilizzo delle nuove tecnologie attraverso una maggiore compartecipazione e il sostegno alle iniziative nel mondo.
  4. L’UNEP ha promosso azioni volontarie che sostengono la protezione dello strato dell’ozono e la salvaguardia del clima tra multinazionali come Coca Cola, Unilever e McDonald’s. Esse sono state incoraggiate a prendere in considerazione le tecnologie che utilizzano il CO2 sia dal punto di vista tecnico sia economico e incoraggiano i fornitori a sviluppare gli impianti. Questa iniziativa ha gia' dato risultati significativi. La McDonald’s ha commissionato il suo primo ristorante in Danimarca che utilizza tecnologie della refrigerazione che non danneggiano l’ambiente e abbiano un buon rendimento energetico.

E’ chiaro che l’industria ha iniziato a capire che una politica a favore dell’ambiente non implica costi aggiuntivi. Infatti, si tratta di un’operazione vantaggiosa anche dal punto di vista economico e finanziario. Le tecnologie che non danneggiano l’ambiente rappresentano scelte vincenti. L’UNEP sta sviluppando questi concetti nei paesi in via di sviluppo.

 

QUALI SONO I SUOI COMMENTI RELATIVI AI PROBLEMI DELLE EMISSIONI DEI REFRIGERANTI E DELLE FUTURE REGOLAMENTAZIONI EUROPEE?

Effetti negativi delle regolamentazioni attuali sui refrigeranti.

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che i CFC e gli HCFC e alcuni altri gas utilizzati nella refrigerazione, nel condizionamento e in altre applicazioni industriali hanno danneggiato lo strato dell’ozono. Se questi refrigeranti fossero rimasti nel ciclo refrigerante senza emissione nell’atmosfera, il problema dell’impatto sull’atmosfera, come l’esaurimento dello strato dell’ozono, non sarebbe emerso. Ma gli impianti non sono a prova di fuga. E l'emissione di questi gas avviene. Dunque, al fine di proteggere lo strato dell’ozono, la comunita' internazionale ha deciso di vietare quelle sostanze dannose e di sostituirle con prodotti chimici non dannosi. Il Protocollo di Montreal e' stato firmato da quasi 181 paesi del mondo e sono state redatte legislazioni a livello nazionale.

La Comunita' Europea ha adottato recentemente la Regolamentazione (EC) 2037/2000 (che sostituisce e riempire i vuoti lasciati dalla Regolamentazione precedente (EC) 3093/94) e il suo emendamento 2039/2000 al fine di adattarla al Protocollo di Montreal. Secondo questa regolamentazione, la produzione, il consumo, la vendita e l’utilizzo per la manutenzione dei CFC sono stati vietati. La produzione, il consumo e l’utilizzo degli HCFC sono controllati da questa regolamentazione 2037/2000 il cui scopo e' quello di limitare al minimo le emissioni di refrigeranti prevenendo le fughe e bloccando le emissioni nell’atmosfera.

Nuovi impatti sull’ambiente

L’industria dei refrigeranti ha cercato di sostituire le sostanze CFC e HCFC che danneggiano l’ozono negli anni ’90. Ha ottenuto innovazioni tecnologiche nel condizionamento dell’aria e ha creato nuovi refrigeranti con gli HFC, sviluppati al fine di minimizzare l’impatto dei refrigeranti sull’ambiente. I cosiddetti F gas (idrofluorocarburi o HFC, perfluorocarburi o PFC e solfuro di esafluorina o SF6) sono stati introdotti al fine di sostituire le sostanze dannose all’ozono in quanto non infiammabili e poco tossici. Tuttavia, le nuove sostanze ora vengono sottoposte a critiche in quanto hanno un elevato fattore di surriscaldamento globale (GWP). Organizzazioni europee come l’Unita' Europea di Green Peace dichiarano con fermezza che queste sostanze devono essere vietate.

Mentre il biossido di carbonio, derivato dalla produzione di energia, contribuisce fortemente al mutamento climatico, gas ad effetto serra estremamente potenti, i cosiddetti gas contenenti fluoro, devono essere eliminati immediatamente. L’utilizzo degli HCFC e degli HFC oggi rappresenta un classico esempio di come l’industria sostituisca un problema con un altro. Entrambe le sostanze chimiche sono potenzialmente gas a surriscaldamento globale migliaia di volte piu' forti del CO2.

Alcuni sostenitori degli HFC controbattono che tali refrigeranti hanno effetti negativi solo se emessi nell’atmosfera e che la soluzione consiste nel maneggiare i refrigeranti con cura cosi' che l’eventualita' che vengano emessi nell’atmosfera sia mantenuta al minimo.

LE PROSSIME REGOLAMENTAZIONI SULLE EMISSIONI DI REFRIGERANTE

A causa del loro elevato GWP (1) e del fatto che molti refrigeranti permangono a lungo nell’atmosfera, molti Stati Membri stanno prendendo in considerazione la redazione di una legislazione che controlli o vieti alcuni di questi gas contenenti fluoro mentre la Commissione Europea sta proponendo la bozza di una regolamentazione, adottata nell’agosto del 2003, che ne riduca le emissioni. Il Consiglio dell’UE, ha pubblicato nel marzo del 2005, una Posizione Comune formata da due differenti testi che dovranno diventare parte di una legislazione nazionale: una Regolamentazione su alcuni Gas ad Effetto Serra Contenenti Fluoro e una Direttiva sulle Emissioni provenienti dagli impianti di condizionamento dell’aria nei veicoli a motore. Il primo testo analizzera' il contenimento e il recupero degli F gas insieme al monitoraggio e alle relazioni sulle emissioni Le disposizioni della regolamentazione forniranno anche un sistema di catalogazione dei prodotti e la direttiva imporra' il divieto e il controllo delle fughe dell’HFC -134a nel condizionamento dell’aria dei veicoli. Una seconda lettura di queste regolamentazioni sara' portata a termine nell' autunno: ci si aspetta una votazione da parte del Parlamento Europeo nell’ottobre del 2005. Non si prevedono accordi finali prima del 2006. Se verra' adottata, gli Stati membri avranno 18 mesi per renderla effettiva.

IL PUNTO DI VISTA DEGLI ESPERTI EUROPEI

La bozza di Legislazione Europea non ha avuto un’accoglienza uniforme. Le organizzazioni ambientali, che sostengono un divieto immediato, hanno espresso la loro delusione per quanto riguarda il testo (2) mentre l’industria degli F gas l’ ha trovato ragionevole.

L’industria automobilistica che e' particolarmente toccata da queste disposizioni relative al divieto dell’HFC 134a nel condizionamento d’aria dei veicoli e' favorevole al cambiamento, anche se i produttori europei di automobili pensano che il breve periodo a disposizione per trovare delle alternative rappresenti una sfida. (Il mercato giapponese avra', probabilmente, meno difficolta' in quanto si e' presentato come mercato guidato da una forte richiesta da parte dei consumatori di impianti di condizionamento che non danneggino l’ambiente).

L’AUSTRIA E LA DANIMARCA, SEGUENDO LE TESI DEGLI AMBIENTALISTI, HANNO VOTATO CONTRO LE NUOVE DISPOSIZIONI , IN QUANTO HANNO UNA LEGISLAZIONE PIU’ RIGIDA CHE VERREBBE INDEBOLITA, SECONDO GREENPEACE , DA QUELLA DEBOLE APPENA PROPOSTA:" LA LEGGE PENALIZZERA’ QUALUNQUE STATO MEMBRO CHE ABBIA O INTENDA SVILUPPARE POLITICHE PIU’ PROGRESSISTE DELLA BASE LEGALE PROPOSTA".

E’ interessante che la posizione difesa da alcuni oppositori all’adozione di tali sistemi di leggi li percepisca come in grado di avere un effetto crtitico sull’intero settore della refrigerazione e del condizionamento dell’aria. Un buon esempio e' dato dalle affermazioni del signor John Barlow, ex presidente del comitato esecutivo del gruppo RAC dell’HVCA, che ha espresso le sue idee relative a questa regolamentazione, come segue:

"Non si sa quando la legislazione sugli F gas diventera' effettiva in Gran Bretagna; il consenso dell’industria e' tale che cio' non avverra' che tra qualche anno. Tuttavia, la crescente responsabilita' che grava sui fruitori implica che questo termine sia piu' vicino di quanto molti non pensino. Si tratta di una realta' a cui le industrie dovrebbero pensare sin da ora, perché quando la legislazione verra' introdotta a livello nazionale, avra' effetti notevoli sull’intero settore. (…).

Tale legislazione implichera' che il fruitore finale sara' obbligato per legge a prevenire le fughe e ad assicurare un recupero adeguato durante il controllo e la sostituzione dei sistemi di raffreddamento. Gli installatori, i manutentori, i produttori di impianti o i distributori di prodotti contenenti refrigeranti HFC saranno tutti colpiti.

L’UNEP sostiene che le regolamentazioni dell’UE vadano nella direzione di uno sviluppo sostenibile. L’UNEP spera anche che i paesi imparino ad applicare gli strumenti LCCP non solo per selezionare le tecnologie ma anche per promuovere le legislazioni e sviluppare le politiche.

 

L’UNEP come sta informando le persone a proposito di questo complesso problema tecnico?

E’ una sfida per l’UNEP. L’UNEP ha sviluppato una strategia a tre livelli per diffondere l’informazione. E’ come una struttura sorretta da tre pilastri. Il primo pilastro riguarda l’INFORMAZIONE, il secondo l’EDUCAZIONE e il terzo si basa sulla COMUNICAZIONE.

Si devono mobilitare molti segmenti diversi della societa' al fine di intraprendere un’azione specifica. Dunque, il lavoro dell’UNEP si focalizza soprattutto su tre gruppi della societa': prima, un’attenzione particolare viene spesa sulla consapevolezza del pubblico, soprattutto quella dei bambini, gli adulti di domani.

Poi, un’attenzione equivalente viene indirizzata ai tecnici, ai direttori tecnici e a coloro che prendono le decisioni nell’industria, che devono essere informati ed istruiti.

Ed infine, i politici che fanno parte del governo come quelli membri delle Unita' Nazionali dell’Ozono (NOU) e dei punti focali del mutamento climatico. Attraverso i suoi programmi di assistenza (CAP), sostenuti attraverso servizi di consulenza e di rafforzamento, l’UNEP aiuta questi gruppi ad incrementare le conoscenze all’interno dei loro paesi.

Il pubblico deve conoscere gli effetti negativi sulla salute della distruzione dello strato di ozono e capire come proteggersi contro le radiazioni ultraviolette. L’UNEP e', inoltre, in grado di fornire informazioni al pubblico sulle attivita' di protezione dell'ozono e sul collegamento con il mutamento climatico. Il pubblico viene anche informato sull’utilizzo delle tecnologie che non danneggiano l’ozono, che sono efficienti dal punto di vista energetico e che, dunque, non alterano il clima. Altri elementi che caratterizzano l’approccio  dell’UNEP comprendono l’integrazione dell’ozono nel curriculum educativo e nell’ampliare le conoscenze dei giornalisti.

Le conoscenze dei tecnici del settore della refrigerazione sono ampliate attraverso workshop educativi. L’obiettivo e' quello di sensibilizzare i tecnici fornendo loro le informazioni necessarie, soluzioni, corsi e creando strumenti consolidati che li aiutino a fare bene il loro lavoro.

L’incremento delle conoscenze dei politici nei paesi in via di sviluppo e' difficile da ottenere.

E’ la ragione per cui l’UNEP collega l’educazione dei tecnici a quelle dei politici attraverso workshop e promuove la comprensione del collegamento tra questioni di tipo tecnico e di tipo politico. Per esempio,  la limitazione pratica della riduzione delle emissioni deve essere compresa dai politici prima che venga redatta qualunque regolamentazione.

CHE COSA POSSONO FARE L’ASSOCIAZIONE DEI TECNICI DEL FREDDO ED IL CENTRO STUDI GALILEO, CONSIDERANDO LA LORO ESPERIENZA A LIVELLO INTERNAZIONALE OTTENUTA DURANTE LE CONFERENZE E I CORSI SULLE PROBLEMATICHE DI TIPO AMBIENTALE ED ENERGETICO DA LORO ORGANIZZATI?

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L'intervento di Mr Rajendra Shende
all'XI Convegno Europeo del Centro Studi Galileo

In questo periodo di competizione serrata da parte dei paesi in via di sviluppo come l’Asia, e, dunque, di problemi di tipo commerciale e di costi nel settore dell’energia, l’apporto dell’Associazione dei Tecnici del Freddo e del Centro Studi Galileo e' sempre piu' importante. Dopo aver riconosciuto questo fatto, e' bene rammentare che una buona informazione tra gli attori chiave quali l’industria, gli esperti e i tecnici rappresenta un passo essenziale verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Data la sua ubicazione in Italia, il Centro Studi Galileo puo' essere un buon punto di raccolta delle informazioni di tipo tecnico e degli sviluppi politici piu' recenti in Europa.

L’UNEP e il Centro possono lavorare insieme al fine di fornire tali informazioni ai paesi in via di sviluppo attraverso l’organizzazione di corsi. Il governo italiano potrebbe sostenere questa collaborazione al fine di aiutare i paesi in via di sviluppo a proteggere lo strato di ozono e a salvaguardare il clima.

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L'ultimo convegno Europeo del Centro Studi Galileo, presieduto da Mr Shende ONU-UNEP, sulle nuove tecnologie del freddo e della climatizzazione con particolari ed importanti riferimenti all'ambiente e agli impianti solari.

IL VOSTRO Ufficio HA APPENA COMPLETATO 30 ANNI DI SERVIZIO A FAVORE DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO. IN QUALE MODO IL VOSTRO PROGRAMMA DI AZIONE SULL’OZONO HA CONTRIBUITO A CREARE L’IMMAGINE DELL’UNEP SIA NELLA SUA INTEREZZA CHE COME DIVISIONE DEI SETTORI DELLA TECNOLOGIA, DELL’INDUSTRIA E DELL’ECONOMIA?

Collaborazione e' la parola chiave e la base del programma di Azione sull’Ozono. Sin dall’inizio, abbiamo deciso di creare una buona collaborazione con l’industria, con gli NGO e con Centri come il vostro al fine di aiutare i paesi in via di sviluppo. Le nostre pubblicazioni, che hanno raggiunto il numero 100, i nostri oltre 400 corsi sono stati portati a termine grazie alle collaborazioni con gruppi di esperti.

Il nostro punto di forza e' stato quello di lavorare con il settore privato, facendo leva sulle sue conoscenze al fine di sviluppare nuove tecniche di insegnamento, testi di carattere tecnico, guide sulla riduzione delle emissioni e progetti dimostrativi.

La collaborazione tra i vari addetti al governo affinché condividano le esperienze e le tecniche di soluzione dei problemi e' stata la nostra politica al fine di diffondere le conoscenze e rafforzare le istituzioni dei paesi in via di viluppo. Il programma Azione sull’Ozono interessa 147 paesi nelle sue 10 reti regionali. Si tratta di collegamenti tra persone che si incontrano ogni 6 mesi per parlare dei progressi ottenuti e decidere le nuove strategie. Molti paesi industrializzati partecipano a questi incontri.

Il programma ha aiutato uno per uno di piu' di 100 paesi in via di sviluppo ad individuare la strategia piu' adatta al Protocollo di Montreal. Molti paesi avevano il loro consumo di ODS nel settore della refrigerazione e del condizionamento dell’aria . Dunque, le strategie comprendevano le novita' nel settore della refrigerazione e del condizionamento dell’aria ma anche programmi di riduzione delle emissioni.

Negli ultimi 13 anni, il Programma ha lavorato assiduamente ed il suo personale e' passato da 3-4 persone a 50 esperti nei settori della tecnologia e della politica. Il programma ha utilizzato tecniche innovative come il portale web B2B per l’utilizzo degli ODS riciclati- al fine di incrementare le conoscenze dei paesi in via di sviluppo. Ha vinto il premio Protezione dell’Ozono Stratosferico nel 2005 negli Stati Uniti per il suo ruolo di guida e il suo carattere innovativo nell’assistenza ai paesi in via di sviluppo. E’ il primo ed unico programma dell’UN a ricevere un premio di questo tipo.

(1): La Commissione ha stimato che gli SF abbiano un GWP equivalente di 23.900 volte maggiore del biossido di carbonio.

(2): I gruppi ambientalisti si lamentano del fatto che la regolamentazione si stia interessando solo al contenimento dei gas contenenti fluoro e al recupero alla fine della loro vita invece di promuovere l’utilizzo di alternative che non danneggiano l’ambiente adottando divieti nel settore della refrigerazione che non viene interessata dalla legislazione. Greenpeace sta sottolineando il fatto che queste alternative sono a nostra disposizione e, dunque, ha pubblicato la sua lista di tecnologie che non danneggiano l’ambiente. 

AGREEMENT UNITED NATIONS-UNEP WITH CENTRO STUDI GALILEO-ATF


Office of the United Nations in Paris: from the left Rajendra Shende, Head of OzonAction, UNEP,
Marco Buoni, Secretary Italian Association of Refrigeration Technicians,
Enrico Buoni, Director of Centro Studi Galileo, Jim Curlin, Information Manager UNEP.

 

NAIROBI E MILANO, CAMBIAMENTI CLIMATICI E REFRIGERAZIONE: XII CONGRESSO MONDIALE E XII CONVEGNO EUROPEO

 

Il problema dei cambiamenti climatici dovra' gia' fin d’ora condizionare necessariamente la progettazione e la struttura degli impianti frigoriferi e di condizionamento.

 

 

Se si agisce urgentemente e' ancora possibile evitare il devastante impatto dei cambiamenti climatici, ma il contrasto fra gli allarmi lanciati dagli scienziati e la lentezza delle risposte politiche si fa sempre piu' stridente, infatti la deriva climatica in atto sta per superare il punto di non ritorno, minacciando danni irreversibili agli ecosistemi e alla civilta'.

 

L'autorevole ricerca, pubblicata qualche giorno fa, commissionata dal Governo inglese al noto economista della Banca Mondiale Nicholas Stern (diversamente dalla discussione convenzionale che verte sul fatto che combattere i cambiamenti climatici e' una notizia che non bisogna considerare in quanto negativa per l’economia mondiale) e' finalizzata ad una  concreta ricerca di soluzioni tecniche, in quanto indispensabili per l’umanita'.

 

Stern e' partito dal presupposto che il non agire porterebbe a delle conseguenze economiche sempre piu' gravi. Infatti, come lo stesso primo ministro inglese Blair in una conferenza stampa ha sottolineato, nel mondo intero l’evidenza scientifica dei cambiamenti climatici e' ora sotto gli occhi di tutti e richiede urgenti risposte a livello mondiale.

Tali argomenti sono stati ripresi e dibattuti dallo stesso Stern dal 6 al 17 novembre al XII Congresso mondiale delle Nazioni Unite a Nairobi, al quale il Centro Studi Galileo di Casale Monferrato ha collaborato attivamente distribuendo ai 180 Governi presenti il numero speciale internazionale della sua rivista su cui i maggiori esperti mondiali (europei, americani e asiatici) presentano le loro soluzioni ambientali in riferimento al settore del freddo e del condizionamento.

 

I cambiamenti climatici stanno gia' influenzando tutti gli elementi di base della vita delle nazioni: la disponibilita' di acqua, di cibo e la salute stessa degli uomini. Centinaia di milioni di persone molto presto potrebbero soffrire la fame e la sete (estese aree del pianeta sono gia' colpite dalla siccita', che ora ha raggiunto il 25% della superficie terrestre, concentrata soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, e tali aree sono destinate con ogni probabilita' a raddoppiare in questo secolo), ed essere soggette ad inondazioni lungo le coste, proprio a causa dell’aumento del livello dei mari che, secondo uno scenario molto realistico, potrebbe arrivare fino ad un innalzamento di 88 cm; senza analizzare quello che gia' fin d’ora succede e cioe' allagamenti dovuti ad uragani, che ormai si presentano in tutto il mondo a livello sempre piu' marcato e a carattere tropicale, in luoghi dove fino ad ora non si conosceva questa situazione climatica.

 

Usando i modelli economici, l’importante documento, presentato dal Governo inglese, precisa che se gia' fin d’ora affrontassimo le spese per contrastare il cambiamento climatico, esse si aggirerebbero intorno all’1% del prodotto interno lordo, mentre se non si intraprendono immediatamente azioni a tal fine, queste spese arriveranno presto ad una percentuale del 20%. Inoltre questo investimento, se avverra' nei prossimi 10-20 anni, avra' un profondo effetto nella meta' di questo secolo e nel prossimo; e c’e' da sottolineare che le azioni che adesso portiamo avanti, senza contrastarle nei decenni che verranno, potranno portare a dei rischi per l’economia e per la societa' cosi' grandi da essere solamente paragonabili alle depressioni economiche che hanno preceduto le due guerre mondiali e per concludere quindi sara' allora molto difficile e quasi impossibile cambiare il corso degli eventi.

Ma cosa significa contrastare i cambiamenti climatici? Significa proprio cercare la soluzione analitica a tutti i livelli tecnici e tecnologici, significa infatti per quanto riguarda ogni attivita' scegliere le tecnologie piu' consone per contrastare i mutamenti climatici negativi per l’uomo e cioe' si dovra' pensare a sviluppare nuove tecnologie per trovare nuove fonti alimentari, a modificare il settore dei trasporti verso quelli a minor inquinamento ed impatto ambientale, a sviluppare nuove tecnologie ad energie alternative, quali energia solare, eolica, geotermica, ecc.

 

Nella refrigerazione e nel condizionamento dell’aria, ad esempio, si dovranno sviluppare gli impianti, particolarmente efficienti energeticamente e con i nuovi gas non nocivi all’effetto serra e all’ambiente, come CO2 e idrocarburi, e gli impianti a refrigerazione magnetica, a refrigerazione geotermica, a refrigerazione solare e a pompa di calore.

Per approfondire queste tecnologie gli esperti dei piu' importanti istituti ed associazioni mondiali hanno fornito al Centro Studi Galileo per lo Special International Issue interessanti articoli pubblicati all’interno della rivista Industria & Formazione.

Questa speciale pubblicazione, come pure viene presentata nella premessa dal direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini, e dal precedente direttore dell’Unep, sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Achim Steiner, copre (come si puo' anche leggere sul sito internet www.centrogalileo.it o si puo' richiedere direttamente al Centro Studi Galileo) tre importanti nodi ambientali che sono quello dell’ozono, dei cambiamenti climatici e dell’efficienza energetica e, come sottolinea Achim Steiner, il messaggio lanciato dalla rivista del Centro Studi Galileo e' chiaro e cioe': “mentre ci indirizziamo ad affrontare le sfide ambientali a livello mondiale sta diventando importante che l’impatto sia positivo sia negativo venga affrontato in una sfida ambientale globale a livello tecnologico”.

A questo riguardo il XII Congresso mondiale delle Nazioni Unite a Nairobi, al quale  hanno partecipato pure alcuni degli scienziati collegati con il Centro Studi Galileo, viene ad essere una premessa molto importante al XII Convegno europeo, organizzato sempre dalle Nazioni Unite ed ora in particolare in stretta collaborazione con il Centro Studi Galileo, presso il Politecnico di Milano l’8-9 giugno 2007 sempre con l’obiettivo di focalizzare le piu' avanzate tecnologie del freddo e del condizionamento per un progresso mondiale che contribuisca alla soluzione del grave problema dei cambiamenti climatici.

 

La coincidenza di questi due importanti convegni, tutti e due arrivati alla XII edizione: il primo a livello mondiale ed il secondo a livello europeo, fa pure riflettere sul fatto che in tutti e due si perseguono due strade parallele ma con obiettivi comuni con l’apporto del Centro Studi Galileo e di conseguenza dell’Associazione dei Tecnici italiani del Freddo. Nel primo caso un apporto esterno di informazione, avendo raccolto nell’International Special Issue del suo organo ufficiale Industria & Formazione un mosaico di articoli dei maggiori esperti mondiali che aprono la porta a soluzioni estremamente importanti sui cambiamenti climatici per quanto riguarda il freddo e il condizionamento.

Nel secondo caso e cioe' nel XII Convegno europeo organizzato sempre dalle Nazioni Unite, ma ora in strettissima collaborazione-integrazione con il Centro Studi Galileo, tutto cio' che riguarda la logistica delle soluzioni ai problemi dell’ambiente viene portato avanti sempre dai maggiori esperti mondiali, questa volta collegati tutti direttamente con il Centro Studi Galileo, ponendo in evidenza i caratteri altamente tecnologici delle novita' del settore del freddo e del condizionamento con l’obiettivo specifico della salvaguardia dell’ambiente. In particolare il XII Convegno europeo si divide in 5 sessioni: la prima su “l’evoluzione dei nuovi fluidi e loro scelta: prospettive future e nuova direttiva europea sui gas fluorati” presieduta da: R. Shende United Nations Environment Programme, D. Coulomb International Institute of Refrigeration, A. Cavallini Universita' di Padova - I.I.R., L. Lucas Association Française du Froid, H. Quack Dresden University (Germany), M. Menzer – ARI; la seconda su “le ultime tecnologie nei componenti e nuove tipologie di impianti in relazione ai nuovi fluidi e alle nuove problematiche energetiche e ambientali risultati e aggiornamenti nell’impiantistica” presieduta da: C.M. Joppolo, G. Lozza, E. Macchi Politecnico di Milano, L. Lucas Association Française du Froid, M. Barth Institut Français du Froid Industriel (I.F.F.I.), P. Egolf  International Institute of Refrigeration, Hans Quack - Dresden University, Germania, F. Gugliermetti, A. de Lieto Vollaro Universita' La Sapienza H. Halozan Graz University of Technology, Austria, F. Asdrubali Universita' di Perugia; la terza sessione su “tavola rotonda sui problemi energetici,  ambientali e sui  nuovi fluidi e sulla formazione dei tecnici del freddo con riferimento al regolamento europeo sugli f-gas” presieduta da: A. Cavallini International Institute of Refrigeration I.I.R., D. Coulomb International Institute of Refrigeration, J. Jacquin, J. Hoogkamer, R. Berckmans AREA, L. Lucas Association Française du Froid A.F.F., M. Menzer Air-conditioning Refrigeration Institute ARI, M. Masoero Politecnico di Torino; la quarta su “normative europee e internazionali, certificazioni, patentini nella refrigerazione e nel condizionamento” presieduta da: C. Clini Ministero Ambiente, A. Cavallini  I.I.R., R. Boynton N.A.T.E.; la quinta su “nuove tecnologie nei controlli, la catena del freddo” presieduta da: F. de Rossi Universita' del Sannio, F. Polonara Universita' di Ancona, G. Panno Universita' di Palermo, G. Panozzo  ITC CNR di Padova, A. Sacchi Politecnico di Torino

 

 

AVVISO

Si puo' richiedere direttamente alla segreteria del Centro Studi Galileo tel 0142452403 in omaggio l’International Special Issue, del CSG e delle Nazioni Unite, in lingua inglese, sopra presentato, distribuito nei convegni internazionali delle Nazioni Unite sull’ambiente, sul quale scrivono i maggiori esperti mondiali sulla soluzione dei problemi climatici nel settore della refrigerazione e del condizionamento.

 

 

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