AGREEMENT
NAZIONI UNITE-UNEP, CENTRO STUDI GALILEO
E ASSOCIAZIONE DEI TECNICI DEL FREDDO
PER UN MAGGIOR IMPEGNO NEI CORSI A LIVELLO INTERNAZIONALE

Rajendra Shende, ONU-UNEP, a sinistra, con Marco Buoni, ATF-CSG

| QUALE GARANZIA DEVE AVERE LA PROFESSIONE DEL TECNICO FRIGORISTA LATF, in stretta collaborazione con lAREA di Bruxelles, e quindi pure in stretta collaborazione con lUnione Europea, ormai da diverso tempo si impegna affinché venga data una garanzia di professionalita' ai tecnici frigoristi europei ed italiani. E per raggiungere tale scopo non solo ha intensificato gli incontri periodici con convegni, seminari internazionali o riunioni specifiche a livello didattico con i piu' autorevoli dirigenti delle maggiori industrie del settore, ma pure interloquisce direttamente con le autorita' italiane ed europee, e pure ha concretizzato rapporti di collaborazione con le Nazioni Unite, divisione ambiente-UNEP, vedi foto . La garanzia di maggior professionalita', infatti, deve essere salvaguardata proprio con gli aggiornamenti specifici che il tecnico deve acquisire sulle ultime normative e dagli input tecnologici, in stretto contatto con i problemi ambientali, portati avanti appunto dallAssociazione dei Tecnici italiani del Freddo e dal Centro Studi Galileo, in stretta collaborazione con le autorita' europee (a questo scopo lATF ha preso pure i dovuti contatti con tutti i parlamentari europei che in Italia seguono tali problemi ambientali) e, inoltre, come anzidetto, con le Nazioni Unite, ed in particolare con lUNEP, del cui rappresentante, R. Shende, in questo numero riportiamo unintervista sullimportanza che la didattica nei corsi sia integrata con lapprofondimento di tutti questi importanti concetti di impatto ambientale, voluti dagli organismi internazionali, quali nuovi fluidi, CO2, . e tutte le tecnologie solari o di energie alternative che ci risolvono le problematiche ambientali e di risparmio energetico: tutti contenuti questi che sono sviluppati nei corsi che lATF ora propone (e che il Centro Studi Galileo ed Industria & Formazione, da piu' di 30 anni, portano avanti). La garanzia, in conclusione, che piu' conta, in questa attuale cornice di esigenza europea di etichettatura/qualificazione professionale (cornice che si presenta a livello sia europeo sia mondiale con contorni ancora non ben definiti) e', in particolar modo, sottolineata dal prestigio dellattestato che, a sua volta, dipende dal prestigio dellEnte e/o dallorganismo professionale che appunto lo rilascia. In piu' di 30 anni di rilascio di attestati (con una media attuale di piu' di 1500 corsisti allanno, in 3 generazioni che si sono succedute in centinaia di corsi annuali a differenti livelli) quasi tutte le maggiori industrie od Enti italiani hanno avuto un input notevole di formazione nei settori del freddo e del condizionamento. Alcune delle piu' importanti industrie hanno ricevuto tali attestati, molte volte in corsi specialistici ad hoc, ed altre in corsi standard, organizzati presso le piu' importanti Universita' italiane o presso le numerose sedi dei corsi (vedi elenco corsi www.centrogalileo.it ); |
IMPORTANTE
AGREEMENT SULLA FORMAZIONE NEL FREDDO E NEL CONDIZIONAMENTO COME NECESSARIA GARANZIA DI PROFESSIONALITA' IN QUESTO SETTORE VEDI ANCHE COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONI AMERICANE
Importante agreement sui corsi di formazione viene portato avanti per iniziativa delle Nazioni Unite con il Centro Studi Galileo per intraprendere una nuova didattica di formazione sulla stessa linea dei corsi, con relativi attestati "CSG", che da piu' di 30 anni il Centro organizza in collaborazione e/o presso le principali Universita' italiane e nelle numerose sedi delle varie Regioni e presso e per le piu' importanti industrie del settore. Attivita' di formazione che pure, piu' in generale, il Centro Studi Galileo porta avanti presso e/o per qualunque azienda o ente, dalle piu' piccole fino alle maggiori quali Ministeri, Enti parastatali o internazionali e industrie multinazionali, in quanto ormai il freddo ed il condizionamento sono necessari a qualunque attivita' umana. Questo agreement prevede l'organizzazione, sempre piu' estesa, di corsi, in particolar modo all'estero e nei paesi in via di sviluppo, e prende le mosse da quanto ora l'Associazione dei Tecnici italiani del Freddo porta pure avanti, patrocinando corsi sempre piu' consoni alle problematiche ambientali e rispettose delle emissioni nocive dei refrigeranti che producono l'effetto serra. A questo riguardo e' necessario sottolineare quali sono i contenuti e le fasi organizzative piu' importanti ed attuali che, ormai, hanno conferito tale importanza agli attestati "CSG":
L'agreement portato avanti da R. Shende direttore della sezione Ozone Action dell'United Nations Environmental Programme e dai Suoi collaboratori dell'UNEP a Parigi (vedi foto con il direttore tecnico del Centro Studi Galileo e segretario dell'ATF, Marco Buoni) prevede una collaborazione, rivolta proprio ad intensificare la formazione, approfondendo, a livello tecnico impiantistico e progettuale, questi concetti ambientali che saranno sempre di piu' la base della vita industriale in una societa' futura. |

Incontro nella sede parigina delle Nazioni Unite
Dipartimento dell'Ambiente per i dettagli della collaborazione
tra ONU, CSG e ATF, con alti funzionari dell'UNEP:
da sinistra Rajendra Shende, Yerzhan Aisabayev, Marco Buoni, Suresh Ray

INTERVISTA
AL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO OZONO E EFFETTO SERRA DELLE NAZIONI UNITE-UNEP
SULL'ATTIVITA' DELL'UNEP (UNITED NATIONS ENVIRONMENTAL PROGRAMME) E SULL'AGREEMENT PORTATO
AVANTI DALLE NAZIONI UNITE FRA L'UNEP E IL CENTRO STUDI GALILEO E L'ATF.
AGREEMENT CON L'ATF: IMPORTANTE COLLEGAMENTO DI ORIENTAMENTO PROFESSIONALE CON LE NAZIONI UNITE. L'ATF NELL'ATTUALE CONTESTO EUROPEO (E OVVIAMENTE ANCHE ITALIANO) DI ELEVATA ESIGENZA PROFESSIONALE.

Rajendra Shende nei suoi headquarters
dove si e' svolto l'incontro nel Palazzo delle Nazioni Unite a Parigi
VI E LA NECESSITA DI SVILUPPARE E DI ADOTTARE NUOVE TECNOLOGIE CHE NON DANNEGGINO LAMBIENTE NEL SETTORE DELLA REFRIGERAZIONE E DEL CONDIZIONAMENTO DELLARIA. CHE COSA STA FACENDO LUNEP PER AIUTARE IL MONDO A RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO?
Prima di tutto vorrei sottolineare il fatto che non dobbiamo sviluppare nuove tecnologie in tutti i casi. In molti casi, infatti, esistono gia' tecnologie non dannose per lambiente e dobbiamo solo sviluppare alcune ricerche aggiuntive al fine di adottarle. Lutilizzo degli idrocarburi (HC) e dellammoniaca, per esempio, e' noto gia' da molti anni. Dobbiamo sviluppare le metodologie e gli approcci al fine di superare i problemi dati dalla loro infiammabilita' e dalle loro proprieta' esplosive. Anche il condizionamento evaporativo (raffreddatori dacqua evaporativi), condizionamento ad assorbimento e condizionamento a cogenerazione (utilizzo di calore di scarico proveniente dalla produzione energetica sul luogo) vengono utilizzati da decenni, ma necessitano di essere migliorati, affinché si adattino alle nuove situazioni. Sono stati sviluppati numerosi processi in cui e' disponibile il calore di scarico e, dunque, la refrigerazione ad assorbimento deve essere orientata a questa nuova situazione.
Ma, necessitiamo anche di nuovi sviluppi.
Lutilizzo del CO2 come refrigerante, dellassorbimento, per esempio
un sistema di raffreddamento "dessicant", i sistemi a ciclo Sterling e la
refrigerazione magnetica sono alcune delle aree che devono essere sviluppate
ulteriormente.
I vantaggi offerti da questa transizione, a parte il fatto che non danneggino né lozono né lambiente, sono il loro rendimento energetico (e dunque minori emissioni di CO2 nel periodo di vita dellimpianto) e un funzionamento piu' sicuro. Per esempio, uno studio canadese sullambiente del 1999 ha riscontrato che, se paragonate alle unita' a HFC, quelle a HC possono far risparmiare da 5000 a 7000 Kg. di CO2 equivalente nel periodo di vita dellimpianto. Inoltre, lutilizzo dei chiller a propano nel condizionamento dellaria e' del 5-7% piu' efficiente rispetto a quello dei chiller convenzionali. (Ku-cho e Chubu electric Power, 1999, Giappone).
Lasciatemi spiegare dettagliatamente il ruolo dellUNEP nello sviluppo e nelle conoscenze relative alle nuove tecnologie nel mondo. Schematizzerei nel seguente modo:
LUNEP ha promosso azioni volontarie che sostengono la protezione dello strato dellozono e la salvaguardia del clima tra multinazionali come Coca Cola, Unilever e McDonalds. Esse sono state incoraggiate a prendere in considerazione le tecnologie che utilizzano il CO2 sia dal punto di vista tecnico sia economico e incoraggiano i fornitori a sviluppare gli impianti. Questa iniziativa ha gia' dato risultati significativi. La McDonalds ha commissionato il suo primo ristorante in Danimarca che utilizza tecnologie della refrigerazione che non danneggiano lambiente e abbiano un buon rendimento energetico.
E chiaro che lindustria ha iniziato a capire che una politica a favore dellambiente non implica costi aggiuntivi. Infatti, si tratta di unoperazione vantaggiosa anche dal punto di vista economico e finanziario. Le tecnologie che non danneggiano lambiente rappresentano scelte vincenti. LUNEP sta sviluppando questi concetti nei paesi in via di sviluppo.
QUALI SONO I SUOI COMMENTI RELATIVI AI PROBLEMI DELLE EMISSIONI DEI REFRIGERANTI E DELLE FUTURE REGOLAMENTAZIONI EUROPEE?
Effetti negativi delle regolamentazioni attuali sui refrigeranti.
Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che i CFC e gli HCFC e alcuni altri gas utilizzati nella refrigerazione, nel condizionamento e in altre applicazioni industriali hanno danneggiato lo strato dellozono. Se questi refrigeranti fossero rimasti nel ciclo refrigerante senza emissione nellatmosfera, il problema dellimpatto sullatmosfera, come lesaurimento dello strato dellozono, non sarebbe emerso. Ma gli impianti non sono a prova di fuga. E l'emissione di questi gas avviene. Dunque, al fine di proteggere lo strato dellozono, la comunita' internazionale ha deciso di vietare quelle sostanze dannose e di sostituirle con prodotti chimici non dannosi. Il Protocollo di Montreal e' stato firmato da quasi 181 paesi del mondo e sono state redatte legislazioni a livello nazionale.
La Comunita' Europea ha adottato recentemente la Regolamentazione (EC) 2037/2000 (che sostituisce e riempire i vuoti lasciati dalla Regolamentazione precedente (EC) 3093/94) e il suo emendamento 2039/2000 al fine di adattarla al Protocollo di Montreal. Secondo questa regolamentazione, la produzione, il consumo, la vendita e lutilizzo per la manutenzione dei CFC sono stati vietati. La produzione, il consumo e lutilizzo degli HCFC sono controllati da questa regolamentazione 2037/2000 il cui scopo e' quello di limitare al minimo le emissioni di refrigeranti prevenendo le fughe e bloccando le emissioni nellatmosfera.
Nuovi impatti sullambiente
Lindustria dei refrigeranti ha cercato di sostituire le sostanze CFC e HCFC che danneggiano lozono negli anni 90. Ha ottenuto innovazioni tecnologiche nel condizionamento dellaria e ha creato nuovi refrigeranti con gli HFC, sviluppati al fine di minimizzare limpatto dei refrigeranti sullambiente. I cosiddetti F gas (idrofluorocarburi o HFC, perfluorocarburi o PFC e solfuro di esafluorina o SF6) sono stati introdotti al fine di sostituire le sostanze dannose allozono in quanto non infiammabili e poco tossici. Tuttavia, le nuove sostanze ora vengono sottoposte a critiche in quanto hanno un elevato fattore di surriscaldamento globale (GWP). Organizzazioni europee come lUnita' Europea di Green Peace dichiarano con fermezza che queste sostanze devono essere vietate.
Mentre il biossido di carbonio, derivato dalla produzione di energia, contribuisce fortemente al mutamento climatico, gas ad effetto serra estremamente potenti, i cosiddetti gas contenenti fluoro, devono essere eliminati immediatamente. Lutilizzo degli HCFC e degli HFC oggi rappresenta un classico esempio di come lindustria sostituisca un problema con un altro. Entrambe le sostanze chimiche sono potenzialmente gas a surriscaldamento globale migliaia di volte piu' forti del CO2.
Alcuni sostenitori degli HFC controbattono che tali refrigeranti hanno effetti negativi solo se emessi nellatmosfera e che la soluzione consiste nel maneggiare i refrigeranti con cura cosi' che leventualita' che vengano emessi nellatmosfera sia mantenuta al minimo.
LE PROSSIME REGOLAMENTAZIONI SULLE EMISSIONI DI REFRIGERANTE
A causa del loro elevato GWP (1) e del fatto che molti refrigeranti permangono a lungo nellatmosfera, molti Stati Membri stanno prendendo in considerazione la redazione di una legislazione che controlli o vieti alcuni di questi gas contenenti fluoro mentre la Commissione Europea sta proponendo la bozza di una regolamentazione, adottata nellagosto del 2003, che ne riduca le emissioni. Il Consiglio dellUE, ha pubblicato nel marzo del 2005, una Posizione Comune formata da due differenti testi che dovranno diventare parte di una legislazione nazionale: una Regolamentazione su alcuni Gas ad Effetto Serra Contenenti Fluoro e una Direttiva sulle Emissioni provenienti dagli impianti di condizionamento dellaria nei veicoli a motore. Il primo testo analizzera' il contenimento e il recupero degli F gas insieme al monitoraggio e alle relazioni sulle emissioni Le disposizioni della regolamentazione forniranno anche un sistema di catalogazione dei prodotti e la direttiva imporra' il divieto e il controllo delle fughe dellHFC -134a nel condizionamento dellaria dei veicoli. Una seconda lettura di queste regolamentazioni sara' portata a termine nell' autunno: ci si aspetta una votazione da parte del Parlamento Europeo nellottobre del 2005. Non si prevedono accordi finali prima del 2006. Se verra' adottata, gli Stati membri avranno 18 mesi per renderla effettiva.
IL PUNTO DI VISTA DEGLI ESPERTI EUROPEI
La bozza di Legislazione Europea non ha avuto unaccoglienza uniforme. Le organizzazioni ambientali, che sostengono un divieto immediato, hanno espresso la loro delusione per quanto riguarda il testo (2) mentre lindustria degli F gas l ha trovato ragionevole.
Lindustria automobilistica che e' particolarmente toccata da queste disposizioni relative al divieto dellHFC 134a nel condizionamento daria dei veicoli e' favorevole al cambiamento, anche se i produttori europei di automobili pensano che il breve periodo a disposizione per trovare delle alternative rappresenti una sfida. (Il mercato giapponese avra', probabilmente, meno difficolta' in quanto si e' presentato come mercato guidato da una forte richiesta da parte dei consumatori di impianti di condizionamento che non danneggino lambiente).
LAUSTRIA E LA DANIMARCA, SEGUENDO LE TESI DEGLI AMBIENTALISTI, HANNO VOTATO CONTRO LE NUOVE DISPOSIZIONI , IN QUANTO HANNO UNA LEGISLAZIONE PIU RIGIDA CHE VERREBBE INDEBOLITA, SECONDO GREENPEACE , DA QUELLA DEBOLE APPENA PROPOSTA:" LA LEGGE PENALIZZERA QUALUNQUE STATO MEMBRO CHE ABBIA O INTENDA SVILUPPARE POLITICHE PIU PROGRESSISTE DELLA BASE LEGALE PROPOSTA".
E interessante che la posizione difesa da alcuni oppositori alladozione di tali sistemi di leggi li percepisca come in grado di avere un effetto crtitico sullintero settore della refrigerazione e del condizionamento dellaria. Un buon esempio e' dato dalle affermazioni del signor John Barlow, ex presidente del comitato esecutivo del gruppo RAC dellHVCA, che ha espresso le sue idee relative a questa regolamentazione, come segue:
"Non si sa quando la legislazione sugli F gas diventera' effettiva in Gran Bretagna; il consenso dellindustria e' tale che cio' non avverra' che tra qualche anno. Tuttavia, la crescente responsabilita' che grava sui fruitori implica che questo termine sia piu' vicino di quanto molti non pensino. Si tratta di una realta' a cui le industrie dovrebbero pensare sin da ora, perché quando la legislazione verra' introdotta a livello nazionale, avra' effetti notevoli sullintero settore. ( ).
Tale legislazione implichera' che il fruitore finale sara' obbligato per legge a prevenire le fughe e ad assicurare un recupero adeguato durante il controllo e la sostituzione dei sistemi di raffreddamento. Gli installatori, i manutentori, i produttori di impianti o i distributori di prodotti contenenti refrigeranti HFC saranno tutti colpiti.
LUNEP sostiene che le regolamentazioni dellUE vadano nella direzione di uno sviluppo sostenibile. LUNEP spera anche che i paesi imparino ad applicare gli strumenti LCCP non solo per selezionare le tecnologie ma anche per promuovere le legislazioni e sviluppare le politiche.
LUNEP come sta informando le persone a proposito di questo complesso problema tecnico?
E una sfida per lUNEP. LUNEP ha sviluppato una strategia a tre livelli per diffondere linformazione. E come una struttura sorretta da tre pilastri. Il primo pilastro riguarda lINFORMAZIONE, il secondo lEDUCAZIONE e il terzo si basa sulla COMUNICAZIONE.
Si devono mobilitare molti segmenti diversi della societa' al fine di intraprendere unazione specifica. Dunque, il lavoro dellUNEP si focalizza soprattutto su tre gruppi della societa': prima, unattenzione particolare viene spesa sulla consapevolezza del pubblico, soprattutto quella dei bambini, gli adulti di domani.
Poi, unattenzione equivalente viene indirizzata ai tecnici, ai direttori tecnici e a coloro che prendono le decisioni nellindustria, che devono essere informati ed istruiti.
Ed infine, i politici che fanno parte del governo come quelli membri delle Unita' Nazionali dellOzono (NOU) e dei punti focali del mutamento climatico. Attraverso i suoi programmi di assistenza (CAP), sostenuti attraverso servizi di consulenza e di rafforzamento, lUNEP aiuta questi gruppi ad incrementare le conoscenze allinterno dei loro paesi.
Il pubblico deve conoscere gli effetti negativi sulla salute della distruzione dello strato di ozono e capire come proteggersi contro le radiazioni ultraviolette. LUNEP e', inoltre, in grado di fornire informazioni al pubblico sulle attivita' di protezione dell'ozono e sul collegamento con il mutamento climatico. Il pubblico viene anche informato sullutilizzo delle tecnologie che non danneggiano lozono, che sono efficienti dal punto di vista energetico e che, dunque, non alterano il clima. Altri elementi che caratterizzano lapproccio dellUNEP comprendono lintegrazione dellozono nel curriculum educativo e nellampliare le conoscenze dei giornalisti.
Le conoscenze dei tecnici del settore della refrigerazione sono ampliate attraverso workshop educativi. Lobiettivo e' quello di sensibilizzare i tecnici fornendo loro le informazioni necessarie, soluzioni, corsi e creando strumenti consolidati che li aiutino a fare bene il loro lavoro.
Lincremento delle conoscenze dei politici nei paesi in via di sviluppo e' difficile da ottenere.
E la ragione per cui lUNEP collega leducazione dei tecnici a quelle dei politici attraverso workshop e promuove la comprensione del collegamento tra questioni di tipo tecnico e di tipo politico. Per esempio, la limitazione pratica della riduzione delle emissioni deve essere compresa dai politici prima che venga redatta qualunque regolamentazione.
CHE COSA POSSONO FARE LASSOCIAZIONE DEI TECNICI DEL FREDDO ED IL CENTRO STUDI GALILEO, CONSIDERANDO LA LORO ESPERIENZA A LIVELLO INTERNAZIONALE OTTENUTA DURANTE LE CONFERENZE E I CORSI SULLE PROBLEMATICHE DI TIPO AMBIENTALE ED ENERGETICO DA LORO ORGANIZZATI?

L'intervento di Mr Rajendra Shende
all'XI Convegno Europeo del Centro Studi Galileo
In questo periodo di competizione serrata da parte dei paesi in via di sviluppo come lAsia, e, dunque, di problemi di tipo commerciale e di costi nel settore dellenergia, lapporto dellAssociazione dei Tecnici del Freddo e del Centro Studi Galileo e' sempre piu' importante. Dopo aver riconosciuto questo fatto, e' bene rammentare che una buona informazione tra gli attori chiave quali lindustria, gli esperti e i tecnici rappresenta un passo essenziale verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Data la sua ubicazione in Italia, il Centro Studi Galileo puo' essere un buon punto di raccolta delle informazioni di tipo tecnico e degli sviluppi politici piu' recenti in Europa.
LUNEP e il Centro possono lavorare insieme al fine di fornire tali informazioni ai paesi in via di sviluppo attraverso lorganizzazione di corsi. Il governo italiano potrebbe sostenere questa collaborazione al fine di aiutare i paesi in via di sviluppo a proteggere lo strato di ozono e a salvaguardare il clima.

L'ultimo convegno Europeo del Centro Studi Galileo, presieduto
da Mr Shende ONU-UNEP, sulle nuove tecnologie del freddo e della climatizzazione con
particolari ed importanti riferimenti all'ambiente e agli impianti solari.
IL VOSTRO Ufficio HA APPENA COMPLETATO 30 ANNI DI SERVIZIO A FAVORE DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO. IN QUALE MODO IL VOSTRO PROGRAMMA DI AZIONE SULLOZONO HA CONTRIBUITO A CREARE LIMMAGINE DELLUNEP SIA NELLA SUA INTEREZZA CHE COME DIVISIONE DEI SETTORI DELLA TECNOLOGIA, DELLINDUSTRIA E DELLECONOMIA?
Collaborazione e' la parola chiave e la base del programma di Azione sullOzono. Sin dallinizio, abbiamo deciso di creare una buona collaborazione con lindustria, con gli NGO e con Centri come il vostro al fine di aiutare i paesi in via di sviluppo. Le nostre pubblicazioni, che hanno raggiunto il numero 100, i nostri oltre 400 corsi sono stati portati a termine grazie alle collaborazioni con gruppi di esperti.
Il nostro punto di forza e' stato quello di lavorare con il settore privato, facendo leva sulle sue conoscenze al fine di sviluppare nuove tecniche di insegnamento, testi di carattere tecnico, guide sulla riduzione delle emissioni e progetti dimostrativi.
La collaborazione tra i vari addetti al governo affinché condividano le esperienze e le tecniche di soluzione dei problemi e' stata la nostra politica al fine di diffondere le conoscenze e rafforzare le istituzioni dei paesi in via di viluppo. Il programma Azione sullOzono interessa 147 paesi nelle sue 10 reti regionali. Si tratta di collegamenti tra persone che si incontrano ogni 6 mesi per parlare dei progressi ottenuti e decidere le nuove strategie. Molti paesi industrializzati partecipano a questi incontri.
Il programma ha aiutato uno per uno di piu' di 100 paesi in via di sviluppo ad individuare la strategia piu' adatta al Protocollo di Montreal. Molti paesi avevano il loro consumo di ODS nel settore della refrigerazione e del condizionamento dellaria . Dunque, le strategie comprendevano le novita' nel settore della refrigerazione e del condizionamento dellaria ma anche programmi di riduzione delle emissioni.
Negli ultimi 13 anni, il Programma ha lavorato assiduamente ed il suo personale e' passato da 3-4 persone a 50 esperti nei settori della tecnologia e della politica. Il programma ha utilizzato tecniche innovative come il portale web B2B per lutilizzo degli ODS riciclati- al fine di incrementare le conoscenze dei paesi in via di sviluppo. Ha vinto il premio Protezione dellOzono Stratosferico nel 2005 negli Stati Uniti per il suo ruolo di guida e il suo carattere innovativo nellassistenza ai paesi in via di sviluppo. E il primo ed unico programma dellUN a ricevere un premio di questo tipo.
(1): La Commissione ha stimato che gli SF abbiano un GWP equivalente di 23.900 volte maggiore del biossido di carbonio.
(2): I gruppi ambientalisti si lamentano del fatto che la regolamentazione si stia interessando solo al contenimento dei gas contenenti fluoro e al recupero alla fine della loro vita invece di promuovere lutilizzo di alternative che non danneggiano lambiente adottando divieti nel settore della refrigerazione che non viene interessata dalla legislazione. Greenpeace sta sottolineando il fatto che queste alternative sono a nostra disposizione e, dunque, ha pubblicato la sua lista di tecnologie che non danneggiano lambiente.
AGREEMENT UNITED NATIONS-UNEP WITH CENTRO STUDI GALILEO-ATF

Office of the United Nations in Paris: from the left
Rajendra Shende,
Head
of OzonAction,
UNEP,
Marco Buoni, Secretary Italian Association of Refrigeration Technicians,
Enrico Buoni, Director of Centro Studi Galileo, Jim Curlin, Information Manager UNEP.
NAIROBI E MILANO, CAMBIAMENTI CLIMATICI E
REFRIGERAZIONE: XII CONGRESSO MONDIALE E XII CONVEGNO EUROPEO
Il problema dei cambiamenti climatici dovra' gia' fin d’ora condizionare
necessariamente la progettazione e la struttura degli impianti frigoriferi e di
condizionamento.
Se si
agisce urgentemente e' ancora possibile evitare il devastante impatto dei
cambiamenti climatici, ma il contrasto fra gli allarmi lanciati dagli scienziati
e la lentezza delle risposte politiche si fa sempre piu' stridente, infatti la
deriva climatica in atto sta per superare il punto di non ritorno, minacciando
danni irreversibili agli ecosistemi e alla civilta'.
L'autorevole ricerca, pubblicata qualche giorno fa, commissionata dal Governo
inglese al noto economista della Banca Mondiale Nicholas Stern (diversamente
dalla discussione convenzionale che verte sul fatto che combattere i cambiamenti
climatici e' una notizia che non bisogna considerare in quanto negativa per
l’economia mondiale) e' finalizzata ad una concreta ricerca di soluzioni
tecniche, in quanto indispensabili per l’umanita'.
Stern e'
partito dal presupposto che il non agire porterebbe a delle conseguenze
economiche sempre piu' gravi. Infatti, come lo stesso primo ministro inglese
Blair in una conferenza stampa ha sottolineato, nel mondo intero l’evidenza
scientifica dei cambiamenti climatici e' ora sotto gli occhi di tutti e richiede
urgenti risposte a livello mondiale.
Tali
argomenti sono stati ripresi e dibattuti dallo stesso Stern dal 6 al 17 novembre
al XII Congresso mondiale delle Nazioni Unite a Nairobi, al quale il Centro
Studi Galileo di Casale Monferrato ha collaborato attivamente distribuendo ai
180 Governi presenti il numero speciale internazionale della sua rivista su cui
i maggiori esperti mondiali (europei, americani e asiatici) presentano le loro
soluzioni ambientali in riferimento al settore del freddo e del condizionamento.
I
cambiamenti climatici stanno gia' influenzando tutti gli elementi di base della
vita delle nazioni: la disponibilita' di acqua, di cibo e la salute stessa degli
uomini. Centinaia di milioni di persone molto presto potrebbero soffrire la fame
e la sete (estese aree del pianeta sono gia' colpite dalla siccita', che ora ha
raggiunto il 25% della superficie terrestre, concentrata soprattutto nei Paesi
in via di sviluppo, e tali aree sono destinate con ogni probabilita' a
raddoppiare in questo secolo), ed essere soggette ad inondazioni lungo le coste,
proprio a causa dell’aumento del livello dei mari che, secondo uno scenario
molto realistico, potrebbe arrivare fino ad un innalzamento di
Usando i
modelli economici, l’importante documento, presentato dal Governo inglese,
precisa che se gia' fin d’ora affrontassimo le spese per contrastare il
cambiamento climatico, esse si aggirerebbero intorno all’1% del prodotto interno
lordo, mentre se non si intraprendono immediatamente azioni a tal fine, queste
spese arriveranno presto ad una percentuale del 20%. Inoltre questo investimento,
se avverra' nei prossimi 10-20 anni, avra' un profondo effetto nella meta' di
questo secolo e nel prossimo; e c’e' da sottolineare che le azioni che adesso
portiamo avanti, senza contrastarle nei decenni che verranno, potranno portare a
dei rischi per l’economia e per la societa' cosi' grandi da essere solamente
paragonabili alle depressioni economiche che hanno preceduto le due guerre
mondiali e per concludere quindi sara' allora molto difficile e quasi impossibile
cambiare il corso degli eventi.
Ma cosa
significa contrastare i cambiamenti climatici? Significa proprio cercare la
soluzione analitica a tutti i livelli tecnici e tecnologici, significa infatti
per quanto riguarda ogni attivita' scegliere le tecnologie piu' consone per
contrastare i mutamenti climatici negativi per l’uomo e cioe' si dovra' pensare a
sviluppare nuove tecnologie per trovare nuove fonti alimentari, a modificare il
settore dei trasporti verso quelli a minor inquinamento ed impatto ambientale, a
sviluppare nuove tecnologie ad energie alternative, quali energia solare, eolica,
geotermica, ecc.
Nella
refrigerazione e nel condizionamento dell’aria, ad esempio, si dovranno
sviluppare gli impianti, particolarmente efficienti energeticamente e con i
nuovi gas non nocivi all’effetto serra e all’ambiente, come CO2
e idrocarburi, e gli impianti a refrigerazione magnetica, a refrigerazione
geotermica, a refrigerazione solare e a pompa di calore.
Per
approfondire queste tecnologie gli esperti dei piu' importanti istituti ed
associazioni mondiali hanno fornito al Centro Studi Galileo per lo Special
International Issue interessanti articoli pubblicati all’interno della rivista
Industria & Formazione.
Questa
speciale pubblicazione, come pure viene presentata nella premessa dal direttore
generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini, e dal precedente direttore
dell’Unep, sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Achim Steiner, copre
(come si puo' anche leggere sul sito internet
www.centrogalileo.it o si puo' richiedere direttamente al Centro Studi
Galileo) tre importanti nodi ambientali che sono quello dell’ozono, dei
cambiamenti climatici e dell’efficienza energetica e, come sottolinea Achim
Steiner, il messaggio lanciato dalla rivista del Centro Studi Galileo e' chiaro e
cioe': “mentre ci indirizziamo ad affrontare le sfide ambientali a livello
mondiale sta diventando importante che l’impatto sia positivo sia negativo venga
affrontato in una sfida ambientale globale a livello tecnologico”.
A questo
riguardo il XII Congresso mondiale delle Nazioni Unite a Nairobi, al quale
hanno partecipato pure alcuni degli scienziati collegati con il Centro Studi
Galileo, viene ad essere una premessa molto importante al XII Convegno
europeo, organizzato sempre dalle Nazioni Unite ed ora in particolare in stretta
collaborazione con il Centro Studi Galileo, presso il Politecnico di Milano
l’8-9 giugno 2007 sempre con l’obiettivo di focalizzare le piu' avanzate
tecnologie del freddo e del condizionamento per un progresso mondiale che
contribuisca alla soluzione del grave problema dei cambiamenti climatici.
La
coincidenza di questi due importanti convegni, tutti e due arrivati alla XII
edizione: il primo a livello mondiale ed il secondo a livello europeo, fa pure
riflettere sul fatto che in tutti e due si perseguono due strade parallele ma
con obiettivi comuni con l’apporto del Centro Studi Galileo e di conseguenza
dell’Associazione dei Tecnici italiani del Freddo. Nel primo caso un apporto
esterno di informazione, avendo raccolto nell’International Special Issue del
suo organo ufficiale Industria & Formazione un mosaico di articoli dei maggiori
esperti mondiali che aprono la porta a soluzioni estremamente importanti sui
cambiamenti climatici per quanto riguarda il freddo e il condizionamento.
Nel secondo
caso e cioe' nel XII Convegno europeo organizzato sempre dalle Nazioni Unite, ma
ora in strettissima collaborazione-integrazione con il Centro Studi Galileo,
tutto cio' che riguarda la logistica delle soluzioni ai problemi dell’ambiente
viene portato avanti sempre dai maggiori esperti mondiali, questa volta
collegati tutti direttamente con il Centro Studi Galileo, ponendo in evidenza i
caratteri altamente tecnologici delle novita' del settore del freddo e del
condizionamento con l’obiettivo specifico della salvaguardia dell’ambiente. In
particolare il XII Convegno europeo si divide in 5 sessioni: la prima
su “l’evoluzione dei nuovi fluidi e loro scelta: prospettive future e nuova
direttiva europea sui gas fluorati” presieduta da: R. Shende United
Nations Environment Programme, D. Coulomb International Institute of
Refrigeration, A. Cavallini Universita' di Padova - I.I.R., L. Lucas
Association Française du Froid, H. Quack Dresden University (Germany),
M. Menzer – ARI; la seconda su “le ultime tecnologie nei componenti e
nuove tipologie di impianti in relazione ai nuovi fluidi e alle nuove
problematiche energetiche e ambientali risultati e aggiornamenti
nell’impiantistica” presieduta da: C.M. Joppolo, G. Lozza, E. Macchi
Politecnico di Milano, L. Lucas Association Française du Froid, M.
Barth Institut Français du Froid Industriel (I.F.F.I.), P. Egolf
International Institute of Refrigeration, Hans Quack -
Dresden University, Germania, F. Gugliermetti, A. de Lieto Vollaro
Universita'
AVVISO
Si puo'
richiedere direttamente alla segreteria del Centro Studi Galileo tel
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